Ricerca > Disturbi ansiosi

La ricerca sull'efficacia dell'analisi transazionale per il
trattamento dei disturbi ansiosi


   Recentemente l'AIAT (Associazione Italiana di Analisi Transazionale) ha avviato un progetto di ricerca per valutare l'efficacia dell'analisi transazionale per il trattamento dei disturbi ansiosi.

   Nel 2019 l'AIAT ha pubblicato il testo "Analisi transazionale per i disturbi ansiosi. Verso il manuale per il trattamento". Questo testo è il frutto di un'importante trasformazione culturale che coinvolge la comunità scientifica degli analisti transazionali italiani. I diversi istituti che afferiscono all’AIAT  hanno accolto le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Consiglio Europeo, che attraverso vari canali istituzionali stanno indirizzando tutti i modelli di psicoterapia a proporre interventi manualizzati e supportati da prove di efficacia, volti al trattamento dei Common Mental Disorder, quali ansia, depressione e disturbi di personalità, in vista dell’auspicata integrazione dei trattamenti psicoterapeutici nel contesto delle cure primarie erogate dai servizi sanitari dei Paesi Membri dell’Unione Europea. Il manuale raccoglie i primi risultati di questo impegno culturale, focalizzati sui disturbi d’ansia: ogni analista transazionale afferente all’AIAT è stato invitato a formalizzare la propria esperienza nel trattamento dei disturbi d’ansia, descrivendone la fenomenologia, l’eziologia, la psicopatologia, il piano di trattamento, con l’aggiunta di vignette cliniche che mostrano le fasi della diagnosi e il trattamento.
 
     Attualmente è prevista la pubblicazione di un altro manuale che sarà il frutto dell'integrazione tra i centri clinici e di ricerca di analisi transazionale che non afferiscono all'AIAT. Questa collaborazione è stata resa possibile grazie alla partecipazione e affluenza delle varie associazioni extra AIAT al Convegno AIAT del 4-5 maggio 2019 "Analisi Transazionale per i disturbi ansiosi. Verso il manuale per il trattamento". Questo volume sarà aperto alle integrazioni dell'intera comunità internazionale di analisi transazionali, e tramite questo processo bottom-up verrà prodotta una manualizzazione condivisa, vivente, in continua evoluzione, rappresentativa delle ricche e numerose diramazioni teoriche e metodologiche dell'analisi transazionale moderna per il trattamento dei disturbi ansiosi.

Obiettivi della ricerca


   La ricerca prevede:

   1. La creazione di una piattaforma online con la funzione di:
      - cloud database,
      - elaboratore di dati,
      - calcolatore di meta-analisi;

   2. La somministrazione di psicoterapie individuali brevi di analisi transazionale;

   3. L'analisi dei casi singoli secondo i disegni di ricerca SCED o HSCED;

   4. Il calcolo di meta-analisi per valutare l'efficacia dell'analisi transazionale per il trattamento dei disturbi ansiosi;

   5. Il confronto di tale effetto di efficacia (effect size) con i benchmark internazionali;

   6. Lo sviluppo continuo di un manuale vivente per il trattamento dei disturbi ansiosi con la psicoterapia analitico transazionale.

   Di seguito potete trovare il protocollo della ricerca AIAT sulla valutazione dell'efficacia dell'analisi transazionale per i disturbi ansiosi.


Il progetto della piattaforma online


   Al Convegno AIAT tenutosi a Padova il 4-5 Maggio 2019, l'AIAT ha presentato il progetto della Piattaforma di ricerca AT. L'obiettivo di questo progetto è quello di snellire, velocizzare e rendere sicuro il processo di raccolta dati provenienti dai test effettuati dai pazienti partecipanti alla ricerca sui disturbi ansiosi. Non solo la Piattaforma avrà la funzione di database di dati criptati, ma sarà un sistema automatizzato in grado di far rispettare la stessa rigorosa metodologia che caratterizza gli RCT (Randomized Clinical Trial) e che li rende il gold standard della ricerca in psicoterapia per valutare l'efficacia di un orientamento di psicoterapia e riconoscerlo come un Empirically Supported Treatment (EST, Trattamento Supportato Empiricamente).

   La piattaforma si ispira al Registry Network dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2012) (International Clinical Trials Registry Platform, ICTRP), dove vengono registrati i trial clinici randomizzati prima che essi abbiano inizio, aumentando così l'affidabilità delle ricerche condotte tramite (H)SCED. Pertanto, la piattaforma rispetterà le linee guida proposte dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal CONSORT (Consolidated Standards of Reporting Trials), permettendo di testare la causalità e la generalizzabilità dei risultati della ricerca tramite:

  • La registrazione dei casi che aderiscono alla ricerca prima del suo inizio per prevenire bias di pubblicazione dei soli casi con un buon outcome;
  • Il rispetto dei principi dell'Intention-to-treat (ITT) per evitare bias di pubblicazione dovuti ai dropout;
  • Il calcolo di meta-analisi e di validi effect-size.

   In questa piattaforma i clinici-ricercatori interessati a partecipare al Practitioner Research Network (PRN) possano registrarsi, ricevere le istruzioni e i materiali, registrare il proprio studio e inserire i dati raccolti, anche con l'ausilio di strumenti elettronici come tablet e smartphone. Inoltre, nei centri clinici di maggiore dimensioni che partecipano al PRN, è prevista l'adozione del disegno di ricerca con baseline multiple non concorrenti attraverso i partecipanti e la randomizzazione dei pazienti entro le condizioni, ossia il più solido dei disegni di ricerca intensivi, equiparabile agli RCT.

   Considerando i circa tremila analisti transazionali italiani a oggi attivi sul territorio, in breve tempo si dovrebbe raggiungere la taglia campionaria N=100, necessaria affinché gli effect size ricavati dalle meta-analisi di casi singoli possano essere equiparati a quelli ricavati da disegni di ricerca estensivi, come i trial randomizzati, permettendo all'analisi transazionale di reclamare il riconoscimento come EST.

   La piattaforma è di proprietà dell'AIAT e sarà disponibile a breve.


I disegni di ricerca SCED e HSCED


   I due modelli di ricerca, nonostante siano entrambi di tipo intensivo, si differenziano per i loro strumenti e le analisi che da questi ne derivano.

Single-Case Experimental Design (SCED)

  Gli SCED prevedono l'impiego di strumenti quantitativi, per esempio questionari self-report (ovvero compilati dai pazienti) che generalmente, tramite una scala Likert, permettono alla persona di valutare il suo malessere o benessere. Gli SCED permettono una valutazione delle variabili interessate grazie a questi test carta e matita senza invadere troppo il setting clinico, in quanto tendono ad assere brevi, a crocette e semplici da compilare.
   I dati raccolti con il modello di ricerca SCED permettono di calcolare meta-analisi.

Hermeneutic Single-Case Efficacy Design (HSCED) (Elliott, 2002, 2009)

   Gli HSCED utilizzano sia strumenti quantitativi che strumenti qualitativi. Questi ultimi possono essere questionari carta e matita in cui la persona dovrà rispondere a delle domande aperte, ma possono essere anche interviste semi strutturate. A differenza degli SCED, gli HSCED prevedono un impiego più ricco di test, perciò si dovrà ritagliare un po' di tempo prima e/o dopo la seduta per la loro somministrazione e compilazione.
   I dati quantitativi degli HSCED possono aggiungersi a quelli degli SCED per le meta-analisi. Inoltre, sia i dati quantitativi che quelli qualitativi raccolti con gli HSCED vengono utilizzati per le analisi ermeneutiche che hanno lo scopo di valutare l'efficacia della terapia, tramite il cambiamento significativo riportato dal paziente nel corso delle sedute e l'attribuzione di questo cambiamento alla terapia.